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| martedě 01 dicembre 2009 | ||||||||||||||||||
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Quando alle 3.32 del 6 aprile una scossa di magnitudo 5.8 della scala Richter squassa la provincia de L’Aquila, il Dipartimento della Protezione Civile (DPC) riunisce subito l’unità di crisi per decretare lo stato di emergenza nazionale. Nei minuti successivi scatta l’intervento, con l’invio nel luogo del disastro di uomini e mezzi da tutta Italia. Alle 10 del mattino vengono attivate anche le associazioni di volontariato, tra cui l’AGESCI. Il Comitato nazionale chiama a raccolta tutte le Regioni, che organizzano subito le prime squadre pronte a partire alla volta de L’Aquila. L’EPC veneta attiva il codice rosso per le emergenze e nelle zone parte subito l’arruolamento di volontari per la formazione delle prime squadre, pronte a partire nel giro di pochissime ore. Dalla zona di Scorzè danno disponibilità immediata una decina di capi. Viene formata una squadra di 7 volontari che parte la sera stessa del 6 aprile, con la colonna mobile regionale, di cui fanno parte altri 12 capi delle zone di Mestre, Padova, Verona e Vicenza. Le squadre venete sono le prime a scendere in Abruzzo e la Zona di Scorzè è tra le prime a rispondere alla chiamata diramata dal Nazionale su attivazione del DPC. La colonna mobile, composta dai mezzi di Protezione civile in dotazione all’EPC e da due auto private, parte alle 22.30 dalla sede regionale a Padova, viaggiando tutta la notte ed entrando a L’Aquila all’alba del 7 aprile. In mattinata i nostri volontari vengono destinati al campo di Tempèra, dove è in allestimento la tendopoli di quel paese, uno dei più colpiti, vicino all’epicentro del sisma.
L’intervento e i compiti affidati ai nostri volontari
Nel giro di poche ore i funzionari del DPC riconoscono negli scout una presenza valida e versatile all’interno del coordinamento dell’emergenza, in grado di rispondere a molti compiti, non soltanto di animazione, ma anche di montaggio e sistemazione tende, manutenzione, segreteria, protocollo, censimento della popolazione, supporto nelle cucine e gestione dei magazzini. Gli scout AGESCI coordinano anche strutture di volontariato, servizi liturgici e di animazione per giovani e anziani, gestiscono reti informatiche e servizi tecnici di supporto all’intervento come buoni carburante, accreditamento stampa e servizio d’ordine in occasione della visita di personalità importanti. La Pattuglia EPC della Zona di Scorzè prosegue nel lavoro di formazione di nuove squadre pronte a partire nelle settimane successive, in stretto contatto con la Pattuglia regionale. Inoltre partecipa attivamente ogni settimana al coordinamento dell’emergenza da Padova e all’addestramento dei volontari in partenza da tutto il Veneto. A maggio, quando cominciano a spegnersi i riflettori sull’Abruzzo, le disponibilità cominciano a calare, ma da L’Aquila non cessa la richiesta di capi scout, a cui viene riconosciuta la capacità di far fronte, con un atteggiamento positivo e attento ai bisogni delle persone, alla seconda fase dell’emergenza, quella della permanenza in tendopoli e della ricerca di un ritorno alla normalità. La Pattuglia di Zona lancia così la campagna «Vacanze alternative»: partendo dalla previsione che l’emergenza sarà ancora lunga e non si fermerà durante l’estate, ai capi viene chiesto di mettersi una mano sulla coscienza, offrendo il proprio tempo e le proprie competenze per aiutare gli abruzzesi, nonostante campi estivi, vacanze di branco, route e ferie siano alle porte. A giugno il Nazionale allarga la partecipazione all’emergenza anche a rover e scolte maggiorenni. Dalla zona di Scorzè, inseriti nelle squadre EPC, partiranno in 6. Complessivamente, nell’arco di 6 mesi, la nostra zona risponde alle richieste costantemente aggiornate del Nazionale con 8 squadre, più altre disponibilità sciolte, in affiancamento a squadre di altre zone.
Un po’ di numeri: la Zona di Scorzè in prima linea
In questi mesi i nostri volontari hanno operato nelle tendopoli di Tempèra, Barete, Coppito, Colle Roio, Cansatessa, Piazza d’Armi e all’interno dei Com 4 e 5, i Centri operativi misti allestiti a Piànola e Pagànica per coordinare i campi di riferimento e le strutture di assistenza. Al Com 4, gestito dalla Regione Veneto, la nostra Zona ha avuto l’onore e l’onere di avviare, con un suo volontario, la Funzione 15, che per tre mesi si è occupata, gestita sempre a turno da scout veneti dell’AGESCI, di animazione e supporto alla popolazione in tutte le tendopoli del Com, che in estate sono arrivate ad essere 26. A livello nazionale, all’emergenza hanno partecipato più di 2400 volontari AGESCI tra capi e quadri e 1500 tra rover e scolte. Questi invece i numeri relativi alla partecipazione della nostra Zona:
Lontano da qualsiasi intento auto-celebrativo, questi dati dimostrano la pronta risposta dei nostri capi alla chiamata, anche nelle ore immediatamente successive all’emergenza, senza preavviso e mossi puramente dallo spirito di servizio che mai come in questi casi si traduce nel nostro motto: Estote Parati. La mole di capi impiegati in questa emergenza, considerato anche che, per gruppi e censiti, la nostra zona è una delle più piccole del Veneto, colloca il nostro impegno ai primi posti in regione. Da questa emergenza, la più lunga e coinvolgente di sempre da quando gli scout operano nella protezione civile, l’AGESCI esce consapevole di avere un ruolo nuovo nella società che i nostri scout si sono saputi ritagliare sul campo maturando nuove e importanti credenziali. Da qui il settore EPC e l’AGESCI tutta ripartono di slancio e così anche la nostra Zona: l’emergenza Abruzzo appare chiaramente un punto di partenza da cui si può cogliere la chiamata a formarsi, aumentare competenze e conoscenze personali per essere veramente pronti, in qualsiasi momento e in diversi ambiti, a portare aiuto e solidarietà qualora ci venisse nuovamente richiesto. Basti pensare che ancor prima di dichiarare conclusa l’emergenza Abruzzo, la Regione Veneto ha richiesto l’inserimento dei volontari AGESCI in una banca dati di protezione civile, allargando loro l’offerta di corsi di formazione ed esercitazioni durante tutto l’anno. Per ora aderiranno la Pattuglia regionale EPC e quelle di Zona. Un domani forse sarà richiesto anche ad altri capi. I fattori di rischio aumentano, le credenziali della nostra associazione come struttura di intervento anche. I capi non possono più ignorare questo aspetto del servizio. Nuovo, ma necessario. Un grazie di cuore a tutti coloro che in questi mesi hanno contribuito a questa crescita.
Filippo De Gaspari (Inc. EPC Zona di Scorzè) con la Pattuglia EPC di Zona
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